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Il Ciabattino del Papa e altre storie
Piazza San Pietro, dicono i cattolici, è il centro planetario del cristianesimo: ma accoglie, a braccia aperte, fedeli di altre religioni, non credenti, atei. Da quella finestra lassù, Benedetto XVI, e decine di Papi prima di lui, parla ogni domenica a creature di ogni razza e provenienza, e alla fine benedice le folle festanti. Ma piazza San Pietro è soltanto quella che si vede e si fotografa, con i servizi di sicurezza che controllano file di fedeli all'entrata della Basilica? Qual è il mondo segreto che rotea intorno allo storico colonnato del Bernini? Mosca, per più di un anno, ha intervistato l'umanità nascosta di Borgo Pio: artigiani, artisti, negozianti, lavoratori, monsignori, suore, che con la loro opera rendono possibile la vita quotidiana della Città del Vaticano. Circa settanta personaggi, ciascuno con la sua storia di sacrificio, di lavoro, ricompensati dalla Provvidenza proprio con dei "piccoli miracoli". Uno spaccato unico, che rivela, negli abitanti di Borgo Pio, un amore e un rispetto nei confronti della Chiesa e del Pontefice davvero insospettabili. Alle voci dei vicoli, s'aggiungono alcuni testimoni ufficiali, che all'interno delle mura vaticane agiscono con lo stesso entusiasmo e la stessa fede degli umili borghiciani. Un'opera che diventa una guida umana: tante creature che vivono ogni giorno tra cielo e terra. Incontrerete l'orologiaio dell'attuale Papa, il suo sarto, il ristorante che frequentava da cardinale. Poi i testimoni dei ventisei anni di Pontificato di Giovanni Paolo II: la sua guardia del corpo, il suo fotografo ufficiale, l'autista dell'ambulanza che in sette minuti, il 13 maggio 1981, lo trasportò ferito fino al Gemelli. E chi era quel bambino, figlio di fornai, che portava ogni mattina il pane fresco a Giovanni XXIII?

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Vivi tu x me
Pietro e Laura. Lui è uno sceneggiatore di successo: film e fiction televisive. Lei, ex top model, più giovane del compagno, ha lasciato da ragazza il mondo della moda. Vivono insieme da dieci anni, non si sono sposati: lui è divorziato con due figli, e preferiscono il brivido della convivenza. Improvvisamente, Pietro s'ammala d'un morbo raro: i suoi muscoli, nel giro di poco tempo, sono destinati a rattrappirsi, per ultimo il cuore. I medici gli danno al massimo tre mesi di vita. Così, a meno di novanta giorni dalla fine, i due fanno un patto particolare, unico. Lui resterà solo a casa, nella mansarda romana di piazza di Spagna: dalla terrazza al divano, al letto, fino alla carrozzella. E' il primo agosto. Lei fa le valigie, e parte per un viaggio nel mondo: incontrerà gente fuori dal comune, visiterà città d'arte, di vacanza, di preghiera. Con due telefonini, un computer portatile, una macchina fotografica, farà "viaggiare" Pietro con lei: vivranno insieme le stesse emozioni. Laura non vuole vedere il suo uomo consumarsi in quei maledetti novanta giorni. Un inesorabile conto alla rovescia fino a meno 1, pieno di colpi di scena, in cui viene assistito da un'infermiera brasiliana che somiglia in forma impressionante a Laura. Ma c'è sempre e soltanto amore e sincerità dietro ai messaggi che la donna gli invia dal mondo? E lui la saprà aspettare lucidamente, fino alla fine di ottobre, senza ricorrere a medicinali che gli annebbiano la mente? E Laura, arriverà dopo novanta giorni, un istante o un'ora prima della fine?

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Il terzo elemento dell'amore
Scrivere d'amore, con amore, per amore: oggi è diventata un'impresa davvero impegnativa. I sentimenti sembrano soffocare nelle case e nelle strade, nella ricchezza e nella povertà, nelle lotte globali di popoli e religioni. Eppure sopravvivono a tutti i "nonostante", ci aiutano a guardare avanti, a sperare. In questo libro, Paolo Mosca affronta l'amore di coppia, con l'aiuto di una lente d'ingrandimento particolare: quella di Berardo, frate francescano di Assisi, per anni componente del tribunale della Sacra Rota, dunque esperto di matrimoni e convivenze, separazioni e divorzi, nonché profondo conoscitore di anime. Attraverso questa lente, l'autore viene a conoscenza del "terzo elemento" dell'amore, prezioso per fare nascere o tenere in vita il rapporto a due. "Terzi elementi" possono essere un figlio, la solitudine, una malattia, un cane o un gatto, la differenza d'età, la lontananza, la fede, un vizio, il ballo, un difetto fisico, il buonumore... E l'originale elemento chiave scoperto da frate Berardo, Mosca lo trasmette a tutte quelle coppie che "vivono ispirate" le loro storie: queste possono apparire anche minime, scontate, ma quando sono illuminate dal "terzo elemento" da storie diventano romanzi, favole, insospettati miracoli d'amore.

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Lettera al Papa
Questa lunga lettera di Paolo Mosca al Papa, non nasce sull'emotività dell'ultima malattia che ha colpito il Pontefice. L'idea di inviargliela "con riconoscenza e amore" nasce qualche mese fa, durante un Angelus domenicale, quando Giovanni Paolo II impallidÏ e dovette interrompere il suo discorso ansimando: "Aiuto, datemi da bere". Una mano provvidenziale spuntÚ dal retro della finestra del suo studio, e gli allungò un bicchiere d'acqua. Lui ha bevuto a piccoli sorsi, poi ha sorriso, e ha ripreso a parlare con voce rauca tra gli applausi della folla di piazza San Pietro.E' in quel momento che Mosca ha preso d'istinto la penna: "Caro Papa". L'autore sostiene di avere reso omaggio con questa lettera, che viene dal cuore, all'uomo che il mondo intero ammira e ama al di là di ogni convinzione religiosa. Un esempio unico, soprattutto per i giovani, di rispetto nei confronti della vita: miracolosa fino all'ultimo respiro. Una lettera che "ricorda" a Karol Wojtyla le tappe della sua avventura terrena: orfano di madre a solo nove anni, studente appassionato di teatro, atleta delle montagne, operaio di fatica, prete solitario e battagliero, fino alla cattedra di San Pietro. Nell'entusiasmo, Mosca "si permette" di dare del tu al Papa: ma lo fa con la tenerezza di un figlio nei confronti di quello che lui chiama "il suo secondo padre". "Con me", "sostiene l'autore, "sento che questa lettera l'hanno scritta milioni di creature sparse sul pianeta, che dopo ventisei anni di Pontificato, considerano Wojtyla un anziano parente da amare e da accompagnare con dolcezza nel suo inesorabile e spietato declino fisico". La sua vicenda umana è senza precedenti. Tutto comincia con l'attentato alla sua vita del 13 maggio 1981. "Ma una mano materna deviò quella pallottola", disse il Papa. E quasi accarezzando i suoi capelli bianchi, Mosca gli ricorda, emozionandosi con lui, i viaggi storici, come quello da Fidel Castro; quelli mistici di Fatima e Lourdes; quelli dei suoi "mea culpa" ad Auschwitz o al Muro del Pianto di Gerusalemme. Una lettera dedicata ad un uomo che ha pronunciato 12.000 discorsi, circa 15 milioni di parole, equivalenti a 18 volte l'intera Bibbia. Ma forse sono state soltanto tre le parole con cui lui passerà alla storia: "Pace, Amore e quel 'Grazie', sussurrato in mondovisione dalla finestra del Policlinico Gemelli domenica 6 febbraio 2005.

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Il nuovo senso della vita
"Dare un senso alla propria vita. E' da sempre l'obiettivo e la speranza di ogni creatura. Soprattutto oggi, in cui gli ideali e i valori che fino a ieri ci sembravano immutabili cambiano a velocità impressionante. Ammettiamolo, siamo già nel futuro: con nuovi concetti di pudore, amicizia, volontariato, amore, religiosità, famiglia. Paolo Mosca propone al lettore tutti i segreti per stare al passo con questi continui cambiamenti di pensiero e comportamento: alla ricerca dell'armonia con le nuove realtà, dentro e fuori di noi. Autore e lettori, in un confronto serrato di emozioni, arrivano ad individuare i punti fondamentali del "nuovo senso della vita". Così, affrontiamo senza inutili nostalgie le nuove problematiche planetarie e quotidiane. Dalle più banali, come l'uso spasmodico del telefonino o la corsa al successo effimero; alle più profonde, come il rapporto competitivo tra genitori e figli, fino al bisogno crescente di religiosità: il peccato, la verginità, l'esempio del crocefisso, sono temi che fanno discutere le nuove generazioni? E a quanti anni diventano davvero maggiorenni i nostri ragazzi? Perché milioni di creature amano ancora il mare, mentre questo risulta sempre più inquinato? Gli scienziati fanno esperimenti agghiaccianti sulla clonazione o sugli embrioni di uomini animali: eppure le madri, nel mondo, continuano a partorire con dolore e gioia. L'invidia è ancora la molla per farsi largo nella società, o è una meschinitè che intristisce la nostra ambizione? Il secondo amore è oramai più importante del primo? E quante anime abbiamo, una o due, o addirittura tre? Tante domande alla ricerca del "nuovo senso della vita". Mosca risponde ai lettori con sincerità ed entusiasmo. Scrive: "Mi hanno aiutato la curiosità di vivere, e anche le parole sul perché della 'nuova esistenza' di Gandhi, Madre Teresa di Calcutta, poeti, pensatori e soprattutto gente comune".

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Un mondo in amore
"Via la spada al matador, il toro non deve più morire", scrive l'autore nel primo capitolo di questo libro che crede e lotta per "un mondo in amore". La sfida è coraggiosa. Alle negatività della guerra che sembrano oramai soffocare il pianeta, Mosca contrappone milioni di creature dal cuore gonfio di altruismo e sensibilità. Ogni capitolo affronta un tema della nostra vita moderna: l'importanza delle radici familiari, la prostituzione nelle strade, un pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo da Padre Pio, l'amicizia sul lavoro, la meravigliosa vecchiaia del Papa, la solitudine fuori e dentro la coppia, l'innamoramento dei corpi fisici e astrali, l'ondata di religiosità, i clochard delle stazioni, la superstizione, le nostre tendenze sacre e profane. Mosca racconta e gli risponde per lettera un suo ex compagno di collegio, oggi professore di scienze in Veneto, conoscitore profondo del mondo animale. E qui scatta la molla del "dolce confronto" tra i nostri comportamenti umani, e quelli delle miracolose creature che popolano e fanno fremere cielo, acqua e terra. Un confronto sorprendentemente positivo, dal quale noi uomini abbiamo molto da riflettere e da imparare. Due corpi astrali che si amano, sono due albatri in volo; le lucciole che si scambiano misteriosi segnali nel buio, sono due ragazzi che non si conoscono in contatto su internet; le tartarughe appena nate che cercano di raggiungere il mare, sono d'esempio ai nostri figli spaventati dalla vita; il delfino che con il naso sostiene la pinna del suo simile ferito, è una lezione di amicizia vera. Uomini, donne, i loro figli, e milioni di animali che si aiutano a vivere meglio sul pianeta, ad amarlo di più. E al termine di ogni capitolo, una frase illuminante, una profezia d'uno studioso unico e geniale di uomini e animali: Leonardo da Vinci. Un genio che s'è sempre impegnato per "un nuovo mondo di pace".

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Soffio o uragano?
Questa è la seconda raccolta di poesie di Paolo Mosca. la prima, "Il Mantello di jeans", edita dall'indimenticabile Renzo Cortina, uscì alla fine degli anni Settanta, e vinse il "Premio Levanto-Opera prima". "Non c'è sera", confessa Mosca, "in cui io non sintetizzi in un verso, una sensazione, un'idea, un'emozione incontrata nel corso della giornata. Fu Dino Buzzati, amico di famiglia, a consigliarmi, quando avevo vent'anni, di annotare ogni sera un brivido della mia anima. Io l'ho ascoltato". Così, in "Soffio o Uragano?", l'autore presenta una serie di poesie scritte a distanza di giorni, mesi ed anni. "Le ho scelte tra gli appunti che ho cominciato a scrivere dalle 19.30 del 26 ottobre 1983, istante della morte di mio padre, fino ad oggi. Ma non rinnego nemmeno le tante non pubblicate, che forse resteranno anonime per sempre". Mario Guida, amico sensibile e discreto, ha convinto Mosca ad accendere i riflettori su questi suoi "momenti poetici" di vita quotidiana: fatta di passioni, silenzi, sofferenze. Ed oggi il vento della poesia conserva intatto il profumo dei versi "senza tempo" dell'autore: un vento appena "respirato", a volte impetuoso, di tempesta. Proprio così: soffio o uragano?

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Parole preziose
La sensibilità di noi creature, all'inizio dei terzo millennio, è sempre più fragile e delicata. Nel linguaggio parlato, in quello dei mass media, o in quello dei computer, le parole che credevamo importanti stanno perdendo peso e significato. Così, non riusciamo più a descrivere e addirittura a capire i nostri squilibri interiori: ci mancano, appunto, le "giuste parole". Mosca incontra venticinque personalità del mondo culturale italiano: prendendo spunto da fenomeni di costume, ricorrenze, inchieste. E scopre che i venticinque personaggi si esprimono con quelle "parole preziose" che un po' tutti noi credevamo dimenticate, soppresse nel nostro vocabolario intimo. L'autore chiede a voi lettori d'intervistare, insieme a lui, la mente, il cuore e lo spirito di queste personalità. Ne scaturisce un dialogo che aiuta il nostro io profondo a trovare o ritrovare proprio quell'equilibrio interiore che non riuscivamo più a raccontare agli altri e a noi stessi. Mille parole preziose: ma a ciascuno di voi ne bastano poche per affrontare una sincera lettura del proprio animo, e arrivare finalmente al "sorriso dello spirito".

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Il sale della vita
Da sempre, si racconta che il sale porta felicità, sconfigge il lato negativo di gente e destino. All'autore, è stata sua madre Teresa a mettere in tasca una manciata del sale della vita: "Ti porterà fortuna, troverai il gusto dell'amicizia e dell'amore, e scoprirai che anche la solitudine può farti compagnia". Ma anche a tutti voi, lettrici e lettori, c'è una madre o una persona cara che affida una manciata di questo prezioso antidoto contro la visione pessimistica della vita. Pensateci bene: non c'è giorno in cui non ci assalgano dubbi, paure, ansie. Per affrontare e superare queste continue prove dell'esistenza, suggerisce Mosca, chiediamo un consiglio di saggezza e d'ottimismo, a quella manciata di sale che nascondiamo in tasca. Supereremo così le prove d'amore: come il timore dell'innamoramento, la differenza d'età, il rapporto tra gay, l'importanza di una carezza, il lato femminile che c'è nel maschio, gli ex amori. Affronteremo le prove di fede: l'angelo custode, la forza della preghiera, la possibilità di parlare con i morti, l'eutanasia. Ma sì, il sale ci aiuterà anche nei rapporti sociali di ogni giorno: internet e le nuove tecnologie, il valore del denaro, gli extracomunitari, il futuro dei figli, l'invidia per chi ha successo. Nel libro di Mosca, il sale della vita offre, al termine di ogni capitolo, un fiore segreto, per aiutarci a capire finalmente il nostro animo agli altri, al destino, al cielo.

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Un gabbiano nel 2000
Tra il secondo e il terzo millennio, c'è un raggio di luce: di sole o di luna. Su quel magico filo luminoso, l'autore ci aspetta, lettrici e lettori, per consegnarci questo libro-diario di emozioni, da portare con noi oltre il 2000. Per raccogliere queste testimonianze che vibrano di tenerezza, amore e speranza, Mosca è stato per mesi tra la gente, nelle case, per le strade, nelle chiese, sulle metropolitane. Ha "registrato" le voci del cuore e dell'anima di creature semplici: e ci propone i loro pensieri proiettati nel futuro, perle preziose di veritý limpida. "Si raccontano" uomini e donne di ogni ceto sociale, di ogni età. Personaggi anonimi, che non finiscono sui giornali, ma che con i loro "diari di emozioni da non dimenticare", ci accompagnano oltre il 2000. La loro è una filosofia vincente di chi conosce e ama la vita: nonostante le quotidiane meschinità, o gli scenari apocalittici del terzo millennio. Per volare oltre quel raggio di luce, basta credere in noi stessi, nella forza dell'amore che è in noi, e seguire quel gabbiano controvento: lassù, nel nuovo e affascinante cielo del 2000.

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La rosa dei sentimenti
Scegli il tuo sentimento o il vento sceglierà per te - Conoscete Paneo? E' un vecchio e saggio pescatore, che vive su un'isola senza nome: dove la leggenda racconta che s'è fermato a sognare Ulisse. Dal continente, uomini e donne di ogni età, raggiungono Paneo per chiedergli consigli di vita. E lui, ha una risposta positiva per tutti. Ispirandosi alla "rosa dei venti", ai quattro punti cardinali della bussola e ai punti intermedi, ha inventato la "rosa dei sentimenti". L'entusiasmo soffia con il grecale, la gelosia vive nello scirocco, l'amicizia si nasconde nel mezzogiorno, l'indifferenza sta nel levante, l'amore vince con il maestrale, l'odio striscia nella tramontana, la passione brucia nel libeccio, l'affetto ti accarezza con il ponente. E l'umanità che chiede aiuto, si confessa a Paneo, si ritrova in uno di quegli otto venti. Tutti vorremmo conoscere Paneo, guardarci nello specchio della sua "rosa dei sentimenti": e ritrovare, in un mondo sempre più nevrotico, l'equilibrio, la pace interiore, la forza di vivere, sognare e amare.

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Beata incoscienza
"Beata incoscienza": è un modo di dire, quasi un rimprovero che si fa ai più giovani quando questi commettono un colpo di testa, un gesto avventato. Mosca, in questo libro, cancella la negatività e l'anagrafe a queste due parole: anzi trasforma la "beata incoscienza" in voglia di vivere "che ci sorprende a tutte le età". Così diventa addirittura logico cambiare lavoro da un giorno all'altro, lasciarsi andare a una passione impossibile. E finalmente ci smascheriamo, mostrando senza paura la nostra seconda o terza personalità. Così, per mettere al mondo un figlio, nessuno può più giudicare se siamo "troppo giovani" o "troppo anziani". Animati dalla "beata incoscienza", ovviamente in buona fede, noi diamo finalmente il meglio, liberi da false convenzioni o da facciate di compromesso. E tra i gesti di "beata incoscienza" di noi tutti Mosca racconta i suoi, personalissimi e intimi: dai sogni e dalle illusioni divise nell'infanzia con i suoi tre fratelli Benedetto, Antonello e Maurizio, fino al rapporto tenero con il padre Giovanni e la madre Teresa. Poi il primo giorno di scuola, il primo bacio, la fuga da casa, gli scherzi in collegio, gli amori e le separazioni: quindi i suoi inizi di giornalista, gli incontri al sabato con il figlio Simone. E per ultima la parentesi di complicità con il padre. Mosca, sincero e controcorrente da bambino a uomo: come tutti noi che, leggendo, ci riconosciamo in mille nostri gesti di "beata incoscienza".

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C'Ë una farfalla dentro di noi
Con questo libro, l'autore prosegue, dopo Stati d'anima, il suo dialogo intimo con il lettore. Lo prende per mano con amicizia, e con lui va incontro ai piccoli e grandi problemi della vita di tutti i giorni. Davanti alle emozioni, è meglio tener duro o lasciarsi andare? Sopra al cuore di ogni creatura, sostiene Paolo Mosca, fin dalla nascita, c'èuna farfalla bianca. Le difficoltà e le meschinerie del mondo cercano di inquinare le sue ali, provano a ucciderla. Ma lei resiste, contro tutto e tutti. Basta avere un pizzico di fede, o un ideale: e lei fa volare in alto i nostri pensieri, trasforma le nostre angosce in scelte coraggiose. Nel libro, composto di tanti capitoli brevi, vengono affrontate le tematiche pi˜ pregnanti dell'esistenza. La povertà, la ricchezza, l'amore per i figli, i genitori, la natura. Il rispetto verso i portatori di handicap: e la vittoria, sempre e comunque, della fantasia sulla quotidiana fatica di vivere. Come preferite affrontarla la vita? Al volante, o seduti accanto a chi guida? Lo sapete che nel palazzo-mondo si può abitare ai piani alti (lontano dai lamenti della strada), ai piani intermedi, al primo, o in portineria: con la porta aperta alla gente autentica e semplice, quella che ci amerà sempre e comunque?

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Stati d'anima
Sincerità. E' la parola-chiave di questo libro di "riflessioni intime" di Paolo Mosca. Sincerità, sempre e comunque: quando racconta di sé o degli altri. Quando scava nel "dentro" di tutti noi. "Stati d'anima." Ogni giorno, ogni ora, ogni istante è un brivido diverso nel nostro "dentro". Partendo dalla solitudine, passando per l'amicizia, l'amore, fino all'estasi, Mosca porta per mano il lettore in un costante tentativo di migliorarsi, con l'appoggio di certi punti fermi. Che non sono dei moralistici valori: ma delle boe sparse nel mare della vita, a cui legare la nostra barca nei momenti di panico, di burrasca, ma anche di felicità. Mosca "si racconta": ma la sua storia somiglia tremendamente alla nostra. Dunque un libro interattivo: in cui lo scrittore accende la luce nelle zone più buie del nostro animo, o spegne gli abbagli dei falsi richiami di una società basata sui colori fasulli dell'apparenza.

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Dammi la mano
Ci sono momenti, nella frenetica vita di ogni giorno, in cui ci sentiamo svuotati di energie. Soli e senza stimoli. E vediamo il mondo ostile. Ci soffocano la competitività, l'egoismo, la paura di chiedere aiuto a un amico, persino a chi ci ama e amiamo. Dopo l'11 settembre, parlare, comunicare, è individuare d'incanto l'uscita dal tunnel della solitudine e del pessimismo. La tua mano nella mia, altre mani nelle nostre: soltanto così si può credere in un domani migliore. Raccontiamoci senza timore: noi due seduti, nel silenzio di una stanza. Fuori, impazzano i clacson, la corsa al denaro comunque. Noi due ritroviamo nel dialogo la libertà, i perché mai detti, i sorrisi e le dolcezze che aspettavamo da sempre. Dammi la mano: è arrivato il momento della rivincita della mente, del cuore e dell'anima. Ma sì, come noi mille altre creature ora si stanno già prendendo per mano.

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Lifting al cuore
Questo libro parla al "dentro" di ogni uomo. Un dentro che qualcuno chiama anima, spirito o coscienza. Perché le forze per ritrovare speranza e amore, in tempi cosi difficili, bisogna chiederle proprio a quel nostro "dentro". Vedrete, speranza e amore non ci deluderanno. Ecco la voglia di vivere, ecco la dolcezza delle piccole grandi cose d'ogni giorno. E se ci crediamo, ma veramente, da quel "dentro" arriverà una voce: "quaggiù qualcuno ti ama".

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